Amarone della Valpolicella Classico DOCG “Costasera” Masi
- Disponibilità
- Solo 2 disponibili
- Formato
- 0,75 L
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- Contrassegno disponibile
- Pagamenti sicuri
Scheda tecnica
- Tipologia
- Rossi
- Produttore
- Masi
- Origine
- Veneto
- Vitigni
- Corvina, Molinara, Rondinella
- Gradazione
- 15 % vol
- Corpo
- Robusto
- Affinamento
- botti di rovere
- Formato
- 0,75 L
- Aromi
- caffè, ciliegia, cioccolato, eucalipto, frutta rossa matura, liquirizia, note balsamiche, pepe nero, prugna, tabacco
- Abbinamenti
- carni rosse, formaggi, selvaggina
Dentro il vino.
Caratteristiche di produzione: il rito dell’Appassimento e il Terroir dell’Amarone
La genesi dell’Amarone Costasera affonda le radici in un microclima unico e in una tecnica ancestrale perfezionata dalla ricerca moderna. Il nome stesso, “Costasera”, è un omaggio alle “coste” rivolte a sera, ovvero i pendii della Valpolicella Classica che guardano verso il tramonto. Questi vigneti godono di un irraggiamento solare prolungato e, soprattutto, riflettono la luce e il calore mitigatore del Lago di Garda, permettendo una maturazione fenolica ottimale e una sanità delle uve impeccabile. Il blend è composto dalle varietà autoctone storiche: Corvina (70%), che apporta struttura e aromi di ciliegia; Rondinella (25%), fondamentale per il colore e la sapidità; e Molinara (5%), che conferisce quella freschezza e bevibilità tipica dello stile Masi. La vendemmia è manuale e selettiva, ma il vero cuore della produzione è l’Appassimento. Le uve vengono adagiate sui tradizionali “graticci” di bambù all’interno di fruttai ventilati per un periodo che va dai 90 ai 120 giorni. Durante questo tempo, l’acqua evapora concentrando zuccheri, antociani e polifenoli. In questa fase può comparire la Botrytis cinerea (muffa nobile), che arricchisce il vino di glicerina e complessità aromatica. Dopo la pigiatura soffice e una fermentazione lenta a temperatura controllata che dura circa 45 giorni, il vino intraprende il suo percorso di maturazione. L’affinamento dura 24 mesi: l’80% della massa riposa in grandi botti di rovere di Slavonia per mantenere la purezza del frutto, mentre il restante 20% matura in piccole barrique di Allier per aggiungere rotondità e note speziate. Segue un ulteriore periodo di almeno 4 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Caratteristiche di degustazione: l’analisi organolettica dell’Amarone Costasera
Versato nel calice, il Costasera si presenta con una veste cromatica di straordinaria intensità: un rosso rubino cupo, quasi impenetrabile, con eleganti riflessi granati che ne tradiscono la nobile evoluzione. Al naso, l’impatto è maestoso e stratificato. L’esordio è dominato dalla frutta a bacca rossa e nera in confettura, con richiami netti alla marasca sotto spirito, alla prugna cotta e ai fichi secchi. Con l’ossigenazione, emergono note terziarie evolute: cacao amaro, chicchi di caffè tostati, tabacco dolce da pipa e una sottile scia balsamica di mentuccia e liquirizia. Al palato, l’ingresso è caldo e avvolgente, quasi opulento, ma sorretto da una spina acida ancora vibrante che rende il sorso sorprendentemente dinamico. I tannini sono fitti, setosi, perfettamente integrati nella struttura imponente del vino. Il finale è di una persistenza quasi interminabile, lasciando una scia di spezie dolci e una nota di mandorla tostata che invita a un nuovo assaggio. È un vino che esprime un equilibrio millimetrico tra potenza alcolica (solitamente intorno al 15%) e finezza estrattiva.
Abbinamenti consigliati e indicazioni di servizio del Costasera
Un vino di tale statura richiede una gestione accurata per potersi esprimere al meglio. La temperatura di servizio ideale è di 18-20°C. Si consiglia vivamente l’uso di un decanter o, in alternativa, l’apertura della bottiglia almeno due ore prima della degustazione per permettere al vino di “risvegliarsi” dopo il lungo riposo. Il calice d’elezione è il Balloon o un calice di grandi dimensioni che permetta una corretta ossigenazione. In cucina, il Costasera è il compagno ideale di piatti opulenti e saporiti. Eccelle con le carni rosse “importanti” come il brasato all’Amarone, il filetto al pepe verde o la cacciagione da pelo (cervo, cinghiale). È superbo con i formaggi stagionati, in particolare il Parmigiano Reggiano oltre i 36 mesi o il Pecorino di fossa, ma trova un abbinamento quasi magico con il cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao. Tuttavia, la sua vocazione più autentica è quella di vino da meditazione: da sorseggiare lentamente a fine pasto, magari accanto a un camino acceso, lasciando che il tempo riveli ogni sua sfumatura.
Note sul produttore: Masi e la famiglia Boscaini
Parlare di Masi significa parlare della storia stessa della Valpolicella. L’azienda è guidata dalla famiglia Boscaini da ben sette generazioni, con una storia che inizia ufficialmente nel 1772 con l’acquisto del primo vigneto nel “Vaio dei Masi”. Sotto la guida del carismatico Sandro Boscaini, soprannominato “Mr. Amarone”, Masi è diventata un modello di innovazione rispettosa della tradizione. Il Gruppo Tecnico Masi è all’avanguardia nella ricerca scientifica sull’Appassimento e sulla riscoperta di vitigni autoctoni quasi dimenticati come l’Oseleta. La filosofia aziendale è racchiusa nel concetto di “Venezie”, un territorio inteso come bacino culturale e viticolo che va oltre i confini provinciali. Masi è sinonimo di sostenibilità e responsabilità sociale, valori che si riflettono nella qualità costante di ogni singola etichetta prodotta.
Curiosità e riconoscimenti dell’Amarone della Valpolicella DOCG Costasera
Il Costasera non è solo un vino pluripremiato, ma un vero ambasciatore della cultura veneta. Ogni anno, la Fondazione Masi assegna l’omonimo premio a personalità che si sono distinte nel campo della cultura, della scienza e dell’economia, a testimonianza del legame indissolubile tra il vino e la civiltà. Tra i numerosi riconoscimenti internazionali, questo Amarone riceve costantemente punteggi elevatissimi (spesso oltre i 90 punti) dalle più prestigiose guide come Wine Spectator, James Suckling e Decanter, oltre ai prestigiosi “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso. Una curiosità tecnica: la dicitura “Classico” in etichetta è riservata esclusivamente ai vini prodotti nella zona storica di produzione, la parte più antica e vocata della Valpolicella, garantendo un’identità territoriale superiore.



